Contenuto creativo per una strategia di link building efficace

linkbuilding creatività ed efficacia

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato dell’importanza della qualità dei contenuti per il link building e di come questo aspetto sia decisamente sottovalutato da SEO e “linkbuilder”. Questo non sorprende, considerando che il SEO tipicamente nasce da un contesto più tecnico che giornalistico e dà più attenzione alle metriche che allo sviluppo del testo.

Spesso dunque assistiamo alla pubblicazione di guest post che hanno poco o nulla a che fare con i siti che li pubblicano, improntati a un approccio generalista che è insufficiente a “mascherare” con una certa discrezione le finalità di link building dell’articolo e, quindi, a essere “safe” agli occhi di Google.

Ci vuole dunque un certo quoziente di creatività e inventiva per trovare il giusto argomento. Vi porto un esempio che mi ha dato diversi grattacapi: un cliente del settore edilizio voleva pubblicare un guest post su un sito di notizie locali del nostro network con anchor specifiche sul poliuretano espanso. Termine specifico, città specifica, sito che non pubblica contenuti di taglio generalistico.

Che fare?

Naturalmente lo strumento primario in questi casi è Google Notizie, anche se inevitabilmente cercare “poliuretano” si sarebbe rivelato inutile e risulta invece necessario ampliare l’ambito della ricerca a temi nei quali può essere incluso quel particolare materiale, oppure cercare notizie sulla città e sperare di trovare qualcosa di utile.

Dopo diversi minuti di ricerca vedo, su un sito concorrente a quello dove avremmo pubblicato il nostro articolo, un recente editoriale relativo alla ristrutturazione di un ospedale, pianificata ormai da oltre un anno ma ancora in sospeso per ragioni burocratiche. Cerco allora la notizia antecedente, mi appaiono diversi risultati, tra i quali una notizia sul sito del nostro network.

Bingo: facciamo anche noi un editoriale, dandogli un taglio diverso (meno polemico) e aggiungendo speculazioni su nuove circostanze relative all’amministrazione (es. elezioni) pur evitando con attenzione sbilanciamenti in senso politico, questo per evitare di attirare attenzioni negative che in questo caso potrebbe infastidire il direttore della testata che ci pubblica il guest post.

Il tema così trattato ci permette di inserire in completa naturalezza l’anchor desiderata, grazie alla possibilità di fare tranquillamente riferimento a tecniche e materiali da costruzione nell’ambito del discorso su come/quando/perché inizieranno i lavori. Obbiettivo di link building raggiunto, con vantaggio in più: l’articolo è effettivamente di interesse per l’audience del sito, verrà quindi letto e condiviso, accrescendo il valore in ottica di posizionamento.

Guest Post di qualità per anticipare l’algoritmo di Google

Content SEO Google

Chi si occupa di SEO sente parlare da anni dell’importanza della qualità dei contenuti per ottenere link spontanei, ma raramente si legge della qualità che dovrebbero avere i contenuti che vengono prodotti per attività di link building.

Viene data moltissima attenzione, come giusto che sia, alle caratteristiche dei siti che ospiteranno i guest post, ma spesso l’attenzione data al guest post è tutta incentrata sui link in uscita e sugli anchor text. Per il resto si ritiene sia sufficiente che l’articolo prodotto sia originale e scritto in un italiano corretto.

Questo perché la produzione degli articoli è affidata ad articolisti a cui vengono date indicazioni editoriali approssimative o virtualmente assenti.

Per il momento questi contenuti sembrano portare risultati, ma sappiamo bene che gli algoritmi di Google vengono aggiornati periodicamente e che è spesso necessario correrei ai ripari perché ha identificato come spammy alcune tecniche che risultavano efficaci fino al giorno prima.

Pensiamo solo a cosa è successo agli anchor sovra ottimizzati dopo Google Penguin.

Dunque quale è il rischio che riguarda i guest post? Che Google faccia uscire un nuovo update che vada ad azzerarne il valore, con una conseguente ricaduta negativa sul posizionamento dei siti.

Google sta già andando in questa direzione, ha chiarito più volte che non tollera la compravendita di link, e se è altrettanto vero che – per il momento – è difficile distinguere i link in uscita acquistati da quelli spontanei, è perfettamente ragionevole ritenere che stia elaborando un algoritmo in questa direzione. Quindi è meglio giocare d’anticipo.

D’altronde, provate a pensarci: voi lo distinguete un articolo naturale da uno a pagamento? Se la risposta è sì, è solo questione di tempo prima che ci arrivi anche Google.

È dunque essenziale che la produzione dei contenuti preveda un step di studio editoriale per creare degli articoli che appaiano il più naturali possibili, in relazione ai siti che li pubblicano e all’anchor che si vuole utilizzare.

Nel prossimo articolo approfondirò questo aspetto, portando anche qualche esempio pratico.