Un nuovo sondaggio pubblicato da Search Engine Land conferma ciò che molti SEO già stanno notando: nonostante l’avanzata dell’Intelligenza Artificiale e i cambiamenti nei risultati di ricerca, i link rimangono una leva fondamentale per la visibilità online.
Cosa dice il sondaggio
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73% dei professionisti SEO afferma che i link influenzano la visibilità nei risultati AI (es. AI Overviews di Google).
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92% pensa che i concorrenti acquistino link.
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81% ritiene che menzioni (senza link) del brand abbiano impatto sul ranking.
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79% crede che anche i link “nofollow” contino.
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Più della metà non è convinta che Google riesca a identificare in modo affidabile i link a pagamento.
Costi sempre più alti
Il quadro economico non sorprende chi lavora nel settore:
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Nelle nicchie competitive, il budget medio mensile per la link building supera gli 8.400 $.
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Il costo medio per un link di qualità si aggira sui 500 $.
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I team interni dedicano ai link circa il 36% del budget SEO.
Le tattiche preferite
Il Digital PR viene indicato come il metodo più efficace (48,6%), seguita dalla ricerca di opportunità uniche e dall’attenzione alle cosiddette “money pages”.
Al tempo stesso, però, la maggioranza dei SEO segnala difficoltà crescenti: costi elevati, problemi di scalabilità e difficoltà nel misurare il ROI dei link.
La riflessione: AI non sostituisce l’autorevolezza
L’AI sta cambiando radicalmente il modo in cui gli utenti trovano informazioni. Tuttavia, se Google e altri modelli generativi si alimentano con dati presenti sul web, i link restano il segnale più chiaro di autorevolezza e rilevanza.
Per le aziende significa che:
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La strategia di link building non può essere trascurata, anche in un contesto dominato dall’AI.
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La qualità prevale sulla quantità: il focus va su citazioni autorevoli e pertinenti.
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Integrare PR digitale e SEO è ormai imprescindibile: non basta produrre contenuti, occorre costruire relazioni.
Chi oggi investe seriamente in link di qualità non solo protegge il proprio posizionamento, ma aumenta le probabilità di essere citato anche all’interno delle risposte AI, che stanno diventando un nuovo punto di accesso alle informazioni.
La differenza rispetto al passato è che non si tratta più soltanto di scalare la SERP, ma di presidiare l’intero ecosistema informativo che alimenta i sistemi di intelligenza artificiale. I modelli generativi non leggono solo i contenuti, ma valutano anche autorevolezza e connessioni del sito: elementi che i link di qualità contribuiscono a rafforzare.
Per questo motivo, il valore strategico della link building nel 2025 non si misura solo in termini di ranking, ma anche di visibilità a 360°:
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nei risultati di ricerca classici,
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nelle overview AI,
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nelle future interfacce ibride tra motori e assistenti conversazionali.
In altre parole, chi trascura i link rischia di sparire non solo dalle SERP, ma anche dalle risposte AI, perdendo quote di attenzione in un panorama in cui l’utente finale si fida sempre più delle sintesi automatiche.




